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Il nome significa “voce” in persiano antico. Il suono è affascinante ed ipnotico tra virtuosismi mediorientali e suoni della tradizione mongola, ti rapisce, abbandonandoti tra l’antica Persia e le steppe della Mongolia.
La base della loro composizione del tutto moderna è formata dai suoni naturali che vengono prodotti con strumenti tradizionali, l’uso della moderne tecnologie e l’introduzione di strumenti provenienti dall’Europa quali il sassofono e il flauto traverso. Ancestrali canzoni nomadi raccontate da straordinarie voci di maestri di canto dalle poilifoniche voci.
Vocalizzi vibrati mongoli si stemperano nello stupendo canto armonico iraniano. Accompagnati dai suoni melanconici del violino dalla testa di cavallo, dalle armonie perlate del Dulcimer dalle 120 corde martellate e intersecate dalle improvvisazioni dal carattere jazzistico creando nuove sonorità. Incalzati dal suono mistico e profondo del tamburo persiano. Suoni meravigliosamente bilanciati tra contemporaneità e tradizione.
Ballate suadenti che ricordano lo stormire degli alberi od il frusciare del vento. Suite quasi rock veloci e martellanti. Ritmi incalzanti che ricordano cavalli al galoppo in steppe sterminate e che inducono a battere freneticamente le mani ed a danzare.


Nasaa Nasanjargal – Maestro di canto – Mongolia
Naraa Naranbaatar – Maestro di canto – Mongolia
Ganzorig Davaakhuu – Dulcimer a 120 corde – Violino – Mongolia
Omid Bahadori  Guitar, Oud, Setar, Tombak, e Voce – Iran
Stefano Fariselli Cesenatico - Italia Sassofono, soprano, flute.
"Mongolian meet Oriental & Italian"